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Il nuraghe noto con il toponimo di ‘Oladolzu’ è forse tra quelli che hanno destato maggiore attenzione da parte di archeologi e studiosi dell’età nuragica.  Affacciato  in posizione elevata sulla vallata di Modolo e sulla costa, rivela la sua origine strategica. Insieme a Punta Lorio, al nuraghe, San Nicola e al nuraghe Sebes, è parte di un sistema-vedetta si controllo degli accessi  dal mare e di protezione delle vallate interne. Tra il 2008 e il 2010, è  stata avviata una campagna di scavi archeologici in occasione dei lavori di sistemazione del giardino della storica casa parrocchiale, grazie ad un accordo tra il Comune di Magomadas e l’allora Sopraintendenza per i beni Archeologici della Sardegna. I materiali emersi dallo scavo stratigrafico lasciano ipotizzare una certa continuità di vita di questo sito che dall'età nuragica (Bronzo Recente e Finale, forse I Età del Ferro), rivela testimonianze di età punica, di età romana repubblicana ed imperiale, fino alle fasi medievale e moderna. Infatti, La stratificazione coprirebbe un arco cronologico di molti secoli, sotto uno strato di epoca romana, di un tratto di muro, rasato, ad andamento rettilineo, divergente per orientamento e tecnica sia dagli ambienti di età nuragica, sia dalle murature recenti, relativo ad un uso dell’area di età tardo punica. Sono rimasti intatti alcuni filari di una torre, coperta dalle case di civile abitazione che hanno sfruttato le possenti mura come fondamenta e  sotto il muro perimetrale che separa il giardino dalla strada panoramica in direzione nord–sud.

Ultimo aggiornamento

Mercoledi 29 Aprile 2020